itsaalee
E pensateci ragazzi… La vita non è un po’ come il torneo tremaghi? Noi nasciamo, non abbiamo chiesto di nascere, non sappiamo come siamo nati eppure ci troviamo messi in un mondo di cui non conosciamo davvero nulla. Un po’ come Harry, lanciato in quel torneo senza volerlo. Non abbiamo tanto tempo di crescere che qualcuno ci racconta e ci mostra le difficoltà della vita che dovremo affrontare. E non è quella sera quando Hagrid porta Harry nella foresta proibita a vedere i Draghi? E proprio quando meno ce lo aspettiamo siamo lanciati in questa arena che è la vita di tutti i giorni; fin da piccoli, senza armi, con la sola fantasia per volare via da quel mondo dove non abbiamo chiesto di nascere, che ci inseguirà comunque per riportarci alla realtà di tutti i giorni. Ecco il drago, il pericolo e gli ostacoli dei nostri giorni, e la scopa volante che Harry usa per scappare, e pensandoci…lui abbatte il drago, ma noi abbattiamo i nostri ostacoli, ecco…li superiamo? Cresciamo poi…diventiamo più grandi, ci affezioniamo alle persone e siamo lanciati fin da subito nell’immenso mare della vera vita, quella fatta stavolta di felicità e tristezze, quella che ci preparerà a crescere, quella che tutti ricordiamo come periodo prima dell’adolescenza. Siamo costretti a gareggiare con persone che non conosciamo pur di raggiungere i nostri obiettivi, cercando di non affogare o di non essere deviati dal buio del fondale. Ed è qui che si fanno le prime scelte, e a volte queste ci condannano. Come Harry, lanciato nel lago da una pacca sulla spalla di Moody, costretto a nuotare tra alghe e canti di sirene. Scegliere se salvare Ron oppure la sorellina di Fleur. O salvare entrambi e rimetterci, proprio come facciamo tutti noi che scegliamo la felicità di altri alla nostra. Ed infine l’ultima grande prova, l’adolescenza. Il labirinto, quello dove entriamo inconsapevoli di cosa ci succederà, dove potremmo perdere il senno, perdere amici e perdere la propria identità. Il labirinto da cui non tutti escono sani, dove ci vengono date pochissime opportunità per chiedere aiuto, e la maggior parte delle volte non vengono neanche ascoltate. Il labirinto che alla fine dovrebbe riservarci la tanta desiderata vittoria, la vittoria contro i nostri problemi, contro tutto quello che ci ha riservato la perdizione della nostra adolescenza. Ma non sempre è così. Sappiamo bene che a volte ci riserva solo altra distruzione e solo altri problemi. Ecco, Harry… solo e giovane, in questo labirinto, privato anche del proprio senno, costretto a stare attento anche a chi credeva amico, per poi arrivare a usare un passaporta convinto di aver raggiunto davvero la fine. Trasportato da Lord Voldemort per la sua prima vera sfida contro il male più oscuro. E adesso, avete ancora il coraggio di dirmi che Harry Potter è roba per bambini?
itsaalee
Non vi piacerà tutto quello che studiate. Non farete amicizia con tutti i professori.
Non tutti i compiti vi sembreranno così fondamentali. E non avrete necessariamente successo al primo tentativo. È giusto così. Alcune tra le persone di maggior successo nel mondo hanno collezionato i più enormi fallimenti. Il primo Harry Potter di JK Rowling è stato rifiutato dodici volte prima di essere finalmente pubblicato. Michael Jordan fu espulso dalla squadra di basket alle superiori e perse centinaia di incontri e mancò migliaia di canestri durante la sua carriera. Ma una volta disse: «Ho fallito più e più volte nella mia vita. Ecco perché ce l’ho fatta».
Barack Obama  (via nonsorridermipiutiprego)